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(Sorgente: "San Remo; storia e anima di una città" di Enzo Bernardini)
La trasformazione del nome di San Romolo in San Remo avenne presumibilmente nel corso del XIV secolo e dal Quattrocento la nuova denominazione fu definitiva. Nei documenti ufficiali, rogati in latino, il nome continuò ad essere scritto 'Civitas Sancti Romuli'; ma non è raro il caso di uno stesso documento che riporti l'onomastica latina e quella volgare, chiaramente derivata dalla prima, che appare scritta Sancti Remi.

Alcune ipotesi sono state avanzate per spiegare tale trasformazione: la più attendibile si rifà alla pronuncia dialettale locale del nome 'Romolo', che corrisponde a Remu, a causa dell'alterazione da ö a oe e quindi a e. Fra San Romolo e San Remo (staccato) vi sarebbe perciò la filiazione diretta, e di conseguenza la nuova onomastica, come quella originaria, può legittimamente essere scritta in due parole.

Un'altra ipotesi richiama la corruzione dialettale del 'Sant'Eremo' di San Romolo, che avrebbe portato alla modificazione del toponimo in San Remu e quindi in Sanremo (in una sola parola). I sostenitori di questa tesi giustificano inoltre il nome 'Sanremo' per intero in quanto un santo di nome Remo non è mai esistito.

L'onomastica ufficiale del Comune è sempre stata controversa ed è tuttora oggetto di interpretazioni e di applicazioni pratiche divise fra 'San Remo' e 'Sanremo'. Spulciando i documenti dell'Archivio Comunale, si osserva che i data 2 settembre 1937 il podestà di allora veniva informato che l'Istituto Centrale di Statistica aveva elencato il Comune col nome staccato (San Remo), in difformità a quanto sino a quel momento rispettato da parte dell'Amministrazione, benché il R.D. 20. marzo 1928, n.453, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 1928, disponesse che il nome ufficiale esatto era 'San Remo'. Infatti, lo stesso Istituto interveniva l'8 febbraio 1938 per richiamare il Comune all'osservanza della disposizione. All'invito del prefetto, il podestà rispondeva:Insistiamo perché venga modificato il nome in Sanremo. L'8 agosto 1940 il presidente dell'Istituto centrale di Statistica scriveva:...codesto comune dovrà modificare secondo il nome seguito da questo Istituto l'intestazione della carta ufficiale nonché i timbri in uso presso gli uffici comunali, e chiedeva 'assicurazione di adempimento' scritta.Il 30 agosto 1940 il podestà emanava la seguente ordinanza (prot.n.15411): Vi prego di disporre perché d'ora in poi negli stampati il nome del Comune venga scritto San Remo anziché Sanremo.

Passata la bufera della guerra, il nome della città continuò ad essere usato unito. Di conseguenza il sindaco, con ordine di servizio in data 24 marzo 1954, prot.n.89/6, trasmetteva a tutti gli uffici la seguente lettera:
"Si porta a conoscenza delle SS.LL. che l'esatta grafia del nome della nostra città è la seguente: San Remo. Tanto si comunica per opportuna conoscenza e norma con preghiera di volerne rendere edotto il personale dipendente, affinché tanto negli stampati che sulle comunicazioni venga adoperata la esatta onomastica".

Malgrado le disposizioni ufficiali, il nome della città continua tuttora a comparire nella carta intestata, nelle segnalazioni stradali e ferroviarie e nell'uso corrente nelle due forme, in misura pressoché identica. Poiché la città è nota in Italia e all'estero secondo l'onomastica ufficiale, che non contrasta con quella delle sue origini, non si vede perché non venga adottato in via definitiva il nome San Remo, chiudendo per sempre un'effimera questione.

Foto in alto: Il panorama ottocentesco di San Remo offre la visione dell'antico quartiere della Pigna