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Circuito di Cima Marta
Triora - Colla Melosa (4 h 45)
Dalla stazione dei carabinieri di Triora (776 m, vicino al parcheggio), si prende
via Campomattone fino a una casa gialla. Si continua in piano sull'antica via
inerbita che procede a mezza costa tra campi e orti, fiancheggiata da piloni votivi.
Si passa l'antica Fons Campimaioris o "fontana delle streghe" e un pilone votivo,
quindi si confluisce su uno stradello, che si percorre per circa 250 m, fino a una casa
in rovina. Sulla sinistra (staccionata) si ritrova la via selciata che si abbassa
in diagonale, sempre fiancheggiata da piloni, fino alle case e al Santuario della
Madonna di Loreto (641 m). Si percorre a piedi l'alto ponte in cemento che
scavalca la Valle Argentina, e dopo 2 tornanti stradali, prima di un rio, si va
a destra per pochi passi su uno stradello, trovando i segni che a monte indicano
l'inizio del sentiero. L'antica via, coperta dal tappeto di foglie, si alza con
molte svolte e brevi strappi nel castagneto (sequire attentamente i segni sugli
alberi), fino ad un primo rudere; si prosegue in piano (sud ovest) sino a raggiungere
il rio e, dopo il guado, gli edifici in pietra di Case Goeto (1033 m). Si continua
quindi in piano (nord est) nella boscaglia, fino a una sella prativa con alcune
baite in rovina. Qui si cambia direzione (ovest) per salire nel bosco (attenzione
ai segni), fino a uscire nelle fasce abbandonate presso un'altra baita in rovina.
Ora l'esile tracciato si alza verso sud est, destreggiandosi tra pietraie e banchi di rocce
carsificate e ricche di fossili fino a raggiungere un piatto crinale (1287 m)
con a destra aerei roccioni panoramici.
Si risale quindi la traccia a mezza costa (sud) in lieve salita, fino a uscire
su un panoramico costone (1365 m circa). Qui si ritrova un sentiero evidente
e panoramico che aggira in piano tutta la conca, prima in direzione ovest, poi
sud, fino a uscire sulla strada (1382 m, area pic nic). Con 2,5 km di asfalto in
lieve salita si giunge a Colla Melosa e al Rifugio Allavena (1542 m).
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Colla Melosa - La Brigue (7 h)
Dalla Colla Melosa (1545 m) si segue la strada per il Monte Grai giungendo subito a una curva a sinistra:
si lascia la strada per seguire il sentiero che sale nel bosco, continua a
tornanti e con una lunga diagonale esce sulla strada militare poco a valle del
rifugio Grai (1900 m circa). Si va a sinistra sulla militare che in breve conduce alla
Sella d'Agnaira (1857 m) e all'Alta Via. Si prosegue in direzione Nord sul sentiero
erboso-lato francese- che conduce alle Caserme di Marta, via pali 255c, 255b (1970 m).
Si continua sulla strada (sbarra) che va verso ovest a mezza costa alla testata
della Val Bendola, aggira un costone (2014 m) e si abbassa al colle (1998 m)
tra la Cira e il Balcone di Marta. Una breve digressione verso sud conduce alla
panoramica cima (2122 m).
Quindi si scende (nord ovest) per un'antica via militare che perde rapidamente
quota nel lariceto (reca ancora i graffiti dei soldati un tempo dislocati qui).
Il cammino si restringe, diventa un sentiero e verso quota 1750 raggiunge una
evidente cresta. Scendendo in modo piuttosto brusco, l'itinerario alterna aerei
passaggi a tratti pił ombrosi nel lariceto. Con splendidi panorami su tutta la
Valle Roya e su parte del Mercantour e del Marquareis, si raggiunge al 1400 m.
La discesa continua all'ombra, in mezzo al bosco di larici e pini silvestri,
raggiungendo presto un colletto (1350 m) dove inizia sulla destra una pista.
La si segue per attraversare un'abetina e raggiungere la Baisse de Gereon (1254 m).
Si oltrepassa il prato di fronte, per seguire il GR 52 che condurrą fino a La
Brigue. Il sentiero si alza e raggiunge una pista forestale (1380 m): la si segue
verso destra, scendendo fino al bivio poco sotto la Baisse de Peluna, a cui si
sale in breve (1279 m). Si tralascia la pista forestale a sinistra, per seguire quella
di fronte (nord) che taglia a mezza costa raggiungendo la Baisse d'Arpčse (1288 m).
Si comincia ora la discesa verso la Brigue nella pineta, tagliando in diagonale
sotto la cima di Riodore. Si continua diritto per contornare un vasto sfasciume
calcareo, e domina la Brigue. Una serie di tornanti conduce all'incrocio con il
sentiero di S.Anna: andando sempre diritto si entra presto in paese, proprio davanti
alla collegiale di S.Martino (762 m).
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La Brigue - Verdeggia (6 h)
Da La Brigue farsi trasportare in auto a N.D.des Fontaines o raggiungere la localitą
a piedi. In questo caso: si attraversa il centro storico e dove la strada principale
va a sinistra al ponte sul T.Levenza, si continua diritto sul viottolo che porta
al Pont de Coque, in pietra ad archi e, dopo 2,5 km di stradello asfaltato, si
raggiunge la cappella (860 m). Si prende quindi a sinistra per alzarsi rapidamente
e raggiungere un gruppo di baite fortificate in abbandono; su una antica mulattiera
(un tempo assai frequentata) l'itinerario continua a salire pił dolcemente
in un angolo di foresta dove prevale il pino silvestre. Dal costone a quota 1250 circa,
il cammino diventa pianeggiante: inizia infatti una lunga traversata a mezza costa
particolarmente piacevole, che conduce in vista della splendida cascata di Fraches.
Poco dopo una breve discesa porta a un pilone votivo e al corso d'acqua (1280 m).
Si affronta ora la seconda parte della salita, con un buon sentiero a tornanti nel bosco,
che guadagna rapidamente quota. Dopo questo faticoso tratto, si giunge sotto la
cresta sommitale: il tracciato continua con un traverso diagonale, attraversa un
vallone e tra i larici raggiunge il Passo di Collardente (1599 m).
Sul versante italiano si individua la mulattiera che si abbassa in diagonale verso sud est,
e con piacevole percorso nella fitta pineta giunge a un pilone votivo (1322 m, panorama
sulla Valle Argentina). La via selciata si abbassa con pochi tornanti, a mezza costa
passa un rio, e ancora nel bosco raggiunge un altro pilone votivo. Tenendosi ora sul costone,
arriva presto in vista della chiesa di S.Antonio (1191 m). Fatti pochi passi sulla strada,
la si abbandona per proseguire diritto sulla larga via selciata che mantenendosi sempre sul
costone scende fino a Realdo, tipico borgo di origine brigasca (1010 m).
Per proseguire in direzione di Verdeggia si segue la strada asfaltata, toccando un pilone
votivo e uno spiazzo; poco dopo si trova a sinistra il viottolo che si alza con una curva a
destra, poi pianeggia a mezza costa, passa un rio (ponte in legno) ed esce su uno stradello.
Lo si segue in salita per breve tratto, fino al tornante a sinistra: qui si va diritto,
sulla vecchia mulattiera che continua a mezza costa, toccando i ruderi di Case Barma (1115 m)
e giungendo in vista delle case di Verdeggia, al di lą del torrente. La via si alza un poco nel
bosco, quindi scende ad un ponte in legno e risale ad una casa (Grangie Colombera) che
domina il borgo. Aggirato il costone, ci si abbassa al ponte sull'Argentina, si scende a bordo
della riva (belle erosioni), entrando fra le case di Verdeggia (1092 m; a sinistra
rifugio escursionistico). Per raggiungere Triora č necessario farsi riaccompagnare in auto.
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